Rendimenti immobiliari in risalita

grafico andamento rendimenti“L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane ci dice che il rendimento annuo lordo nelle grandi città si è attestato intorno al 4,9%, in lieve crescita.”

Questo è quanto riporta il comunicato stampa dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa che ha  messo a confronto, nelle grandi città italiane, i prezzi degli immobili con i canoni di locazione.
Il grafico tienne conto dei prezzi degli immobili compravenduti (tipologia “medio usato” cioè immobili con non più di 10 anni e con caratteristiche e finiture di medio livello) e dei canoni di locazione di abitazioni delle tipologia “bilocale”.

fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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Tutti i bonus casa: quelli che cambiano e quelli che restano

Il sole 24 oreIl sempre ottimo Sole 24 Ore pubblica, nella sua edizione online, l’elenco di tutti i bonus per la casa così come previsti nella nuova legge di bilancio. Per completezza di informazione riporto qui di seguito l’articolo completo:

Tutti i bonus casa: quelli che cambiano e quelli che restano
Un anno di vita in più per lo sconto fiscale al 50% per le ristrutturazioni e per l’ecobonus al 65%. Conferme fino al 2021 per l’ecobonus condomini al 70-75% e per il sismabonus al 75-85%. Ed esordio del nuovo bonus verde al 36%. Ecco quello che cambia e quello che resta dei bonus casa con la nuova legge di Bilancio.

1/8 Infissi e caldaie dicono addio all’ecobonus
L’ecobonus al 65% per le spese di efficientamento energetico in casa è confermato per tutto il 2018. Cambia però il perimetro degli interventi incentivati. La posa in opera di infissi, di schermature solari e le caldaie a condensazione e a biomasse passano dal 65% al 50%. Resta invariato a quota 65% il bonus per pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore e altri interventi sull’involucro edilizio.

2/8 Un anno in più anche per le ristrutturazioni
La legge di Bilancio allunga anche la vita del bonus del 50% per le ristrutturazioni. Sarà possibile utilizzarlo per le spese sostenute fino al 31 dicembre del 2018, entro un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96mila euro, esattamente come avviene per lo sconto attualmente in vigore.

3/8 Arriva il bonus verde per giardini e terrazzi
Dal primo gennaio del 2018 sarà detraibile una cifra pari al 36% delle spese documentate relative al verde, fino a un massimo di 5mila euro per ogni unità immobiliare. Il nuovo sconto sarà dedicato alla sistemazione a verde “di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni”. Quindi, soprattutto terrazzi, balconi, giardini condominiali. Ma anche giardini pensili e coperture, messa a dimora di piante e arbusti. La detrazione spetterà non solo per le singole unità ma anche per le spese condominiali.

4/8 Nessun cambiamento per sismabonus e bonus condomini
Molti bonus casa non cambieranno. Resta intatto il pacchetto dedicato agli ecobonus condominiali, messo in piedi dalla legge di Bilancio 2017: gli sconti pesanti del 70 e 75% non subiscono alcun impatto e vengono confermati fino al 31 dicembre del 2021. Arriverà fino al 2021 con l’assetto attuale anche il sismabonus, con percentuali variabili tra il 75% e l’85%.

5/8 Sismabonus per gli ex Iacp
Bonus a maglie larghe per gli ex Iacp. Gli istituti autonomi case popolari potranno usufruire dell’ecobonus per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili di loro proprietà, come era già in passato, ma anche su immobili gestiti per conto dei Comuni. Soprattutto, però, gli ex Iacp potranno accedere al sismabonus: si tratta dello sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza antisismica, fino a una percentuale massima dell’85%.

6/8 Fondo di garanzia: prestiti più facili per le famiglie
Per rendere più utilizzabile il bonus, nasce il fondo nazionale per la concessione di garanzie sui prestiti finalizzati alle operazioni di riqualificazione energetica. La sua dotazione sarà di 50 milioni all’anno tra il 2018 e il 2020, ripartiti tra ministero dell’Ambiente e Mise. In totale, quindi, alla fine del periodo la capienza totale sarà di 150 milioni di euro. In questo modo le famiglie a basso reddito potranno accedere più facilmente ai prestiti bancari: con questi 50 milioni annui sarà possibile stimolare, in base alle stime del Governo, circa 600 milioni di investimenti.

7/8 Cessione dei crediti anche per i singoli appartamenti
Si allarga il perimetro della cessione dei crediti. Finora la possibilità di trasferire le detrazioni era limitata al solo caso degli interventi sulle parti condominiali, sia nella versione relativa agli incapienti (con cessione possibile anche alle banche) che nella versione dedicata agli altri contribuenti (con cessione alle banche vietata). La manovra prevede la possibilità di trasferire lo sconto anche per le operazioni effettuate sulla singola unità immobiliare, al di fuori degli interventi condominiali. Chi incamera il bonus potrà, poi, anche trasferirlo nuovamente. In questo modo lo sconto diventa molto più liquido.

8/8 Requisiti tecnici e massimali, il Mise aggiorna gli standard
Per completare il tagliando dello sconto fiscale, vengono anche aggiornati i requisiti tecnici minimi che gli interventi di efficientamento devono rispettare per rientrare nel perimetro dell’ecobonus. Dovrà occuparsene un decreto del ministero dello Sviluppo economico. Nel testo andranno anche rivisti i massimali di costo specifici per ogni tipologia di intervento, oltre alle procedure di esecuzione dei controlli a campione eseguiti dall’Enea.

fonte ilsole24ore.com – clicca qui per leggere l’articolo

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Chiarimenti sulle “locazioni brevi”

Locazioni brevi
L’agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare esplicativa sulle tanto discusse “locazioni brevi” cioè tutte quelle locazioni ad uso abitativo (di solito turistiche) di durata inferiore a 30 giorni.

Con la circolare n. 24/E/2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito tutti gli aspetti delle nuova disciplina, vediamoli nel dettaglio:

Cedolare secca al 21%: su questo tipo di contratto è possibile applicare (su richiesta del locatore) il regime fiscale della cedolare secca con l’aliquota del 21%.

Solo privati: sono interessati solo ed esclusivamente i contratti stipulati tra persone fisiche che agiscono al di fuori dell’attività di impresa.
Inoltre “Il contratto di locazione breve può avere ad oggetto, unitamente alla messa a disposizione dell’immobile abitativo, la fornitura di  biancheria e la pulizia  dei locali,  servizi  espressamente  indicati  dall’articolo  4;  tali  servizi  sono  ritenuti strettamente  funzionali  alle  esigenze  abitative  di breve  periodo  e,  pertanto,  non idonei  ad  escludere  i  contratti  che  li  contemplano dalla  applicazione  della cedolare secca”, cioè risultano compresi i costi di fornitura del collegamento wi-fi, dell’aria condizionata, della biancheria e della pulizia dei locali. Restano sempre esclusi i servivi non connessi alle finalità abitative come colazione, pasti, servizi navetta da e per stazioni o aeroporti, auto a noleggio, guide turistiche, etc.

Immobili: sono comprese tutte le unità immobiliari situate in Italia e appartenenti alle categorie catastali da A1 ad A11 (esclusa la A10 – uffici o studi privati) e le relative pertinenze (box, posti auto, cantine, soffitte, ecc), oppure singole stanze dell’abitazione.

Intermediari: tutti i soggetti che svolgano il ruolo di intermediari per la stipula di contratti di locazione breve saranno obbligati ad applicare la ritenuta del 21% sull’intero importo indicato nel contratto di locazione breve, a titolo di ritenuta da versare all’erario e devono comunicare i dati relativi ai soggetti interessati dal contratto di locazione.

Scadenze e sanzioni: tutte le nuove norme si applicano ai contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017, dunque le ritenute applicate ai canoni e ai corrispettivi derivanti da tali locazioni dovranno essere versate dagli intermediari entro il 16 luglio 2017.
Le eventuali sanzioni verranno applicate ad omesse o incomplete ritenute ai contratti di locazione stipulati a partire dal 12 settembre 2017 e da versare entro il 16 ottobre 2017.

Fonte: Agenzia delle Entrate – clicca qui per scaricare la circolare

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Istat: rapporto sul prezzo delle abitazioni

IstatNel secondo trimestre 2017, secondo le stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) aumenta dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,1% nei confronti dello stesso periodo del 2016 (era -0,2% nel trimestre precedente).
La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è dovuta esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti la cui variazione torna ad essere negativa (-0,3%, dopo essere risultata nulla nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, registrano una variazione positiva pari a +0,1%.
Questa dinamica conferma la persistenza di una fase di sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, successiva al notevole calo registrato tra il 2012 e il 2016. Ciò avviene in presenza di una crescita del numero degli immobili residenziali compravenduti (+3,8% rispetto al secondo trimestre del 2016, in base ai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), ininterrotta dal secondo trimestre 2015 ma che si riduce di ampiezza per il quarto trimestre consecutivo dopo il picco di +23,2% del primo trimestre 2016.
Su base congiunturale il rialzo dell’IPAB è dovuto all’aumento dei prezzi sia delle abitazioni nuove (+0,3%) sia delle abitazioni esistenti (+0,2%).[...]

Questo l’incipit del rapporto del centro diffusione dati dell’ISTAT pubblicato lo scorso 4 ottobre. Il rapporto evidenzia sostanzialmente la tenuta dei prezzi delle abitazioni ed il trend positivo del mercato che, seppur lentamente, continua a crescere in numero di compravendite e nel prezzo degli immobili.

fonte: ISTAT (clicca qui per leggere il rapporto completo)

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3 buoni motivi per cui è meglio comprare una casa da ristrutturare

casa da ristrutturareUn interessante articolo pubblicato su Houzz (sito specializzato su arredamento, ristrutturazione e design) evidenzia 3 buoni motivi per cui vale la pena comprare una casa da ristrutturare piuttosto che un immobile di nuova costuzione oppure già pronto.
[...]
1. Ristrutturare per creare ambienti dal fascino unico
Le vecchie case, costruite con tecniche e gusti di un’altra epoca, suscitano interesse perché ricoperte da una patina del tempo che non si può riprodurre in una nuova abitazione. Ristrutturare è una scelta ideale per i creativi che desiderano un’abitazione che rifletta il proprio gusto e che sia unica e inconfondibile.
2. Ristrutturare per godere di volumi e spazi più ampi
Le abitazioni costruite sino agli anni’60 del secolo scorso sono caratterizzate, rispetto a quelle più recenti, da stanze e finestre più ampie, soffitti più alti e dotate di spazi aggiuntivi come ingressi ripostigli e studi mentre le nuove costruzioni sono solitamente calibrate dalle dimensioni minime di legge. Per chi sta riscoprendo il piacere di vivere la casa, i grandi spazi di un’abitazione vecchia da ristrutturare sono l’ideale.
3. Ristrutturare per beneficiare delle agevolazioni fiscali
Le agevolazioni fiscali attive hanno lo scopo di invogliare le persone a recuperare l’esistente diminuendo il consumo di risorse non rinnovabili come il suolo, l’ambiente e l’energia. In quest’ottica il riuso e l’efficientamento delle vecchie abitazioni è la chiave della sostenibilità edilizia italiana per cui chi ristruttura nel 2017 può scegliere tra bonus ristrutturazioni al 50%, ecobonus al 65%, sismabonus dal 50% al 80%, I.V.A. agevolata, bonus arredi e conto termico 2.0.

[...]

E allora cosa aspetti a cercare una casa da rimettere a posto?

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Mercato immobiliare ancora positivo nel 2° trimestre 2017

Agenzia Entrate“Nuovo segno più per il mercato immobiliare italiano. I dati del secondo trimestre di quest’anno mostrano, infatti, un aumento delle transazioni delle abitazioni pari al 3,8%, [...]. +6,2% per il settore terziario-commerciale,  che  comprende  uffici  e  negozi,  mentre  il  settore  produttivo  mostra  una crescita del 4,9%. I tassi di crescita del mercato immobiliare hanno tuttavia registrato un rallentamento rispetto al primo trimestre dell’anno.”
È questa la sintesi di mquanto espresso nel rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
Segnali positivi quindi dal mercato, anche se i numeri sono ancora lontani dai valori dello scorso decennio, che confermano il trend positivo degli ultimi anni.

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Mutui: in Italia costano più che in Germania, ma…

MutuoI mutui in Italia costano meno e i tassi applicati dalle banche che operano nel nostro Paese sono, ad oggi, fra i più convenienti, con oscillazioni comprese fra lo 1,03% ed il 2,08% a seconda dell’istituto e del tipo di tasso scelto. Facile.it e Mutui.it hanno voluto analizzare come lo stesso finanziamento per l’acquisto casa venga indicizzato in 14 nazioni diverse e, almeno per questa volta, le notizie per i mutuatari italiani sono più che positive.

Il confronto europeo
Per tutte le nazioni la simulazione è stata compiuta considerando un immobile di valore pari a 180.000 euro, una richiesta di mutuo di 120.000 euro ed un piano di restituzione ventennale. In Italia questo finanziamento oggi è indicizzato con TAEG compresi fra 1,03% ed 1,10% se a tasso variabile e fra 2,01% e 2,08% se a tasso fisso. Nel vecchio continente va meglio solo ai tedeschi e ai francesi (che per il tasso fisso si vedono applicare, rispettivamente TAEG all’1,70% e 1,87%) e, soprattutto, agli svizzeri; al di là delle Alpi chi decide di comprare casa col mutuo dovrà considerare un tasso dell’1,65% se sceglierà il tasso fisso e appena dello 0,65% se opterà per il variabile.

Se in Spagna i tassi non sono troppo lontani da quelli italiani (fra 1,85% e 2,10% se fisso; fra 0,80% ed 1,20% se a tasso variabile), va decisamente peggio a chi la casa vuole comprarla nel Regno Unito o in Grecia. In UK le banche applicano al momento indici pari al 4,20% se a tasso fisso e al 3,30% se a tasso variabile; se si guarda ad Atene, invece, i tassi applicati per i mutui salgono ancora, arrivando al 3,62% nel caso del variabile e al 5,50% per un fisso.

“I tassi nell’area Euro restano abbastanza allineati tra di loro visto che tutti i paesi utilizzano gli stessi indici di riferimento (Irs e Euribor). Le variazioni del costo del denaro che notiamo sui mutui sono quindi riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione e al cosiddetto “rischio paese”, un concetto simile a quello di spread usato per i titoli di stato», spiega Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it “Un discorso diverso vale invece per il Regno Unito, dove i mutui, non essendo denominati in Euro, hanno dinamiche slegate da quelle del resto di Europa”.

I mutui al di fuori dell’Europa
L’analisi di Mutui.it e Facile.it non si è fermata alla sola Europa e ha verificato quali siano le condizioni applicate ai finanziamenti anche in molte altre parti del mondo. Se a Singapore la situazione è tutto sommato positiva con tassi dell’1,45% per il mutuo fisso e dell’1,28% per il variabile, in quasi tutte le altre nazioni considerate le percentuali applicate sono alle soglie del proibitivo.
Negli Stati Uniti chi compra con un mutuo a tasso fisso ottiene TAEG quasi doppio rispetto a quello italiano, con valori compresi fra 3,38% e 3,96%. In Australia la situazione non è troppo dissimile e le banche concedono finanziamenti con TAEG al 4,25% per il tasso fisso e fra 3,66% e 3,74% per quello variabile.

Spostandoci in Cina si vede come anche questa volta i tassi applicati siano doppi per mutui indicizzati con tasso variabile (2% la media rilevata da Facile.it e Mutui.it) e più che doppi per quelli con tasso fisso (4,90%). Se fino a qui i tassi vi sembravano alti, chissà quale sarà la vostra reazione nel sapere che in alcune aree del mondo si arriva addirittura alla doppia cifra; in Russia chi sottoscrive un mutuo a tasso fisso ha un indice del 12,50%, comunque ancora poco se si considera che in Uganda il variabile arriva al 20% e in Nigeria il fisso addirittura al 23%. “Tassi di interesse così elevati denotano un’economia in forte evoluzione con inflazione, e crescita potenziale, tipica dei paesi in via di sviluppo e delle economie non ancora mature”, conclude Cresto.

Fonte: gooruf.com

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Novità sugli atti di compravendita

Atti di compravendita

L’estate, oltre al caldo torrido, ha portato anche nuove regole sull’acquisto della casa contenute nella legge annuale per il mercato e la concorrenza (Legge n. 124 del 04/08/2017 n.124) entrata in vigore il 29 agosto u.s.

La modifica di maggior interesse per il mercato immobiliare (contenuta nei commi 142 – 143) riguarda la disciplina degli atti notarili inserendo la possibilità, per le parti, di congelare la somma di denaro che l’acquirente deve versare al venditore in sede di rogito fino al momento della trascrizione del trasferimento dell’immobile.

Ma vediamo in dettaglio questa nuova norma: al momento dell’atto definitivo di compravendita e su richiesta di una delle parti, il saldo prezzo (di solito si è già versata una caparra in sede di preliminare di compravendita) può essere trattenuto dal notaio (che lo dovrà versare su di un conto ad hoc) fino al momento della trascrizione nei registri immobiliari del passaggio dell’immobile (di solito ci vogliono dai 15 ai 30 giorni), il venditore quindi si troverà a consegnare la casa, ma riceverebbe il denaro solo in seguito. La cosa “curiosa” è che gli interessi maturati sulle somme depositate (al netto delle spese di gestione) non andranno né al notaio, né all’acquirente, né al venditore bensì allo stato (per finanziare i fondi di credito delle piccole e medie imprese).

La norma sembra da ogni punto di vista inutile e dannosa, inutile perché tutte le verifiche sull’immobile possono essere effettuate prima del rogito e quelle più delicate (come la presenza di ipoteche) anche in tempo reale ed oltretutto dannosa perché lede il principio di equità tra le parti in sede contrattuale mettendo una vera e propria “arma” nelle mani del compratore, che potrà usare la sua capacità coercitiva.

La norma inoltre andrebbe a frenare quello che costituisce la maggior parte delle vendite immobiliari, la cosiddetta vendita a catena (cioè vendo il mio immobile per acquistarne un altro più consono alle mia attuali esigenze) in quanto diverrà quasi impossibile per chi vende casa impegnarsi all’acquisto di un nuova abitazione, non sapendo quanto dovrà attendere per disporre del denaro proveniente dalla vendita del proprio immobile.

La beffa degli interessi sembra poi una regola tutta italiana in cui l’unico che ci guadagna sempre è lo Stato.

Speriamo che le varie associazioni di categoria che hanno già evidenziato tutte le problematiche della nuova norma riescano a farla modificare o ancor meglio togliere del tutto.

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Continua la ripresa del mercato immobiliare

mercato immoibliare

Il mercato immobiliare conferma una timida ripresa con un aumento di 8,6 punti nei primi tre mesi di questo anno rispetto allo stesso periodo del 2016.

La domanda immobiliare si fa ogni giorno più consistente complici i prezzi molto bassi (in molti casi ridotti del del 40% rispetto ai valori di dieci anni fa) ed i mutui estremamente convenienti (quasi sempre più convenienti rispetto all’affitto di un 20% circa).

Sul fronte Da quando è iniziato il ciclo ribassista dei valori immobiliari c’è stata una perdita media del 40%.

L’ufficio studi del gruppo Tecnocasa rileva un aumento della domanda di casa ad uso investimento, quindi per essere messa a reddito, grazie ai rendimenti annui lordi che si riescono ad ottenere, attualmente intorno al 4,8% (media nazionale). Questo trend è stato riscontrato soprattutto nelle città e località minori con forte attrattiva turistica e con atenei o aziende importanti.

I bilocali e i trilocali restano le tipologie più richieste, con il bilocale che talvolta torna in testa alle preferenze degli acquirenti. Maggiori difficoltà si segnalano per i monolocali perché il ribasso dei prezzi ha determinato un gap minore rispetto ai bilocali e, di conseguenza, questi ultimi sono diventati più appetibili. Si conferma la tenuta dei valori degli immobili in buono stato e delle soluzioni di prestigio che, grazie alla bassa offerta presente sul mercato, hanno retto meglio alla crisi immobiliare.

Le nuove costruzioni si stanno lentamente smaltendo grazie al ribasso dei prezzi immobiliari e ai segnali di ripresa del mercato. I costruttori inoltre stanno, con prudenza, riprendendo in mano i piani di sviluppo o completano quelli interrotti a causa della crisi di mercato. Iniziano infatti a ripartire progetti, finalizzati alla costruzione di immobili di qualità che garantiscano efficienza energetica e, alla luce degli ultimi eventi, che siano costruiti anche con criteri antisismici.

Il trend per il futuro è quello di un consolidamento dei prezzi con piccoli rialzi (inferiori al 5%) nelle zone più richieste.

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RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE – Nuova guida della Agenzia delle Entrate

Agenzia Entrate CasaE’ online la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie aggiornata con le ultime norme.

Clicca qui per scaricare la guida

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