Decreto milleproroghe – novità fiscali sulla casa

fisco oggiIl decreto milleproroghe è divenuto legge, vediamo nel dettaglio tutte le novità fiscali che riguardano la casa:

Locazioni a canone concordato
Viene abrogata la norma che subordina la facoltà del proprietario di usufruire dell’ulteriore riduzione del 30% del reddito imponibile, derivante dai contratti di locazione stipulati (o rinnovati) a canone concordato, all’indicazione nella dichiarazione dei redditi degli estremi di registrazione del contratto di locazione, nonché di quelli della denuncia dell’immobile ai fini Ici e Imu. L’abrogazione ha effetto a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, vale a dire dal 1° gennaio 2017.

Detrazione dell’Iva per acquisto di abitazioni da imprese costruttrici
Prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione ai fini Irpef del 50% dell’Iva pagata per l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici.

Esenzione Imu a favore dei fabbricati situati nelle zone colpite dal terremoto del 2012
Per agevolare la ripresa delle attività e consentire l’attuazione dei piani per la ricostruzione e per il ripristino dei danni causati dagli eccezionali eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, viene prorogato fino al 31 dicembre 2017 il termine fino al quale i fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma, purché distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero, in quanto inagibili totalmente o parzialmente, sono esenti dall’applicazione dell’Imu.

fonte: fiscooggi.it

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Cedolare secca: alcune precisazioni

cedolare seccaAlcune precisazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate in tema di cedolare secca, il regime opzionale per la tassazione sul reddito da locazione degli immobili ad uso residenziale (nota bene, solo quelli!).
Facciamo un breve riepilogo su cosa è la “cedolare secca”: con questo termine si intende , il regime opzionale per la tassazione sul reddito da locazione degli immobili ad uso residenziale (nota bene, solo quelli!) per cui paga un’imposta sostitutiva di IRPEF ed addizionali ed esenta anche da spese di bollo e di registro.
Tale imposta si calcola applicando un’aliquota fissa del 21% sul canone di locazione lordo annuo a prescindere dal reddito del proprietario dell’immobile (non si cumula quindi ad altri redditi); nel caso poi di contratti a “canone concordato” (3 anni più 2) e di “contratti per studenti universitari” tale imposta prevede una riduzione al 15% (ulteriormente abbassato per il triennio 2014-2017 al 10%).
L’applicazione della cedolare secca con aliquota del 15% (o 10% fino a fine 2017) è estesa anche ai contratti di locazione transitori purché stipulati nei Comuni nei quali i canoni sono definiti dalle parti all’interno di fasce di oscillazione fissate negli Accordi territoriali.
E fin qui tutto noto, le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate arrivano in tema di comunicazioni di proroga del contratto e dell’opzione della cedolare secca.
Il contratto di locazione rimane soggetto a comunicazione di proroga al termine del primo periodo di locazione (4 anni o 3 anni a seconda della tipologia di contratto) da effettuarsi mediante presentazione del modello RLI presso una sede dell’Agenzia delle Entrate nel quale si deve indicare anche la volontà di applicare il regime di cedolare secca anche per nuovo periodo di locazione. Tale comunicazione non comporta alcun costo.
Ma cosa succede se si dimentica di presentare la comunicazione di proroga del contratto?
Su questa domanda arrivano le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate, il mancato adempimento, che consiste nell’invio dell’apposito modello RLI, non comporta la revoca dell’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione qualora il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi.
Però, nonostante la comunicazione della proroga non abbia costi, la mancata presentazione genera l’applicazione di una sanzione pari a:
> 50 euro, nel caso il ritardo non sia superiore a 30 giorni dalla scadenza dell’adempimento;
> 100 euro se il ritardo nella comunicazione è superiore a 30 giorni.
(D.L. 193/2016, art. 7)

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Casa: 4 motivi per cui conviene l’acquisto invece dell’affitto

soldiweb“Acquistare o affittare? L’annosa domanda tormenta molte volte le notti degli italiani. Sebbene la difficoltà di accesso al credito ha spesso fatto prediligere l’affitto, siamo un Paese propenso all’acquisto. Ecco, come riporta il portale immobiliare Idealista.it, i motivi di comprare un immobile rispetto a prendere la casa in affitto.

1. Si soddisfa il bisogno di sicurezza e stabilità, soprattutto se si acquista la prima casa. In caso si decida di fare un investimento si ha un basso rischio e un rendimento annuo lordo intorno al 4,7%.

2. Rivalutazione del capitale: sia che lo si utilizzi per se e sia che si decida di affittarlo l’immobile è sempre un buon investimento in termini di rivalutazione del capitale. Dal 1998 ad oggi il valore delle case ha registrato un incremento nominale medio del 35%.

3. Cogliere le occasioni presenti ora sul mercato: dopo 7 anni di ribassi di prezzo, in questo momento si possono trovare ancora degli immobili a prezzi accessibili.

4. Scegliere la casa che si desidera o trasformarla nella casa che si desidera: comprando l’immobile lo si può modellare sulle proprie esigenze e desideri. La possibilità di poter personalizzare è un punto a favore dell’acquisto, aspetto che viene considerato sempre più spesso grazie al ribasso dei prezzi degli immobili da ristrutturare e agli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche.

5. Lascito ai figli: negli ultimi anni questo è uno dei motivi che ha preso più piede tra gli acquirenti, che vedono nella casa di proprietà un’eredità per i figli, oppure la comprano ai figli che, complice anche la disoccupazione, fanno sempre più fatica ad affacciarsi al mondo del lavoro e di conseguenza all’acquisto della casa.”

fonte: soldiweb.com

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Andamento del mercato immobiliare

ANCEAncora buone notizie sul fronte dell’edilizia in Italia, questa volta i dati sono fornite da ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) nel suo “OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SULL’INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI” pubblicato ieri.

Nel rapporto, tra le altre cose, si trova la previsione dell’andamento dell’edilizia nell’anno in corso:

Il 2017, potrebbe rappresentare l’anno di ripresa per il settore. La previsione dell’Ance è di un aumento dello 0,8% in termini reali (+1,8% in termini nominali) degli investimenti in costruzioni.

L’analisi tiene conto dell’impatto sui livelli produttivi delle misure contenute nella Legge di Bilancio 2017 finalizzate al rilancio degli investimenti infrastrutturali e dal rafforzamento degli incentivi fiscali esistenti, con particolare attenzione agli interventi di messa in sicurezza sismica e di efficientamento energetico. [...]

A ciò si aggiunga la conferma della proroga, fino a dicembre 2017, del potenziamento al 50% della detrazione per le ristrutturazioni edilizie e della detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.”

che, come ribadito qui sopra, trova una forte spinta negli incentivi (già presenti negli anni passati ed ulteriormente prorogati) e nelle misure per il miglioramento della qualità delle abitazioni.

Importatene è anche la previsione sull’andamento del mercato delle compravendite:

La fase di ripresa del mercato immobiliare residenziale è proseguita anche nel terzo trimestre 2016.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, il numero di abitazioni compravendute ha registrato un ulteriore e significativo aumento del 17,4% rispetto al terzo trimestre del 2015. Complessivamente nei primi nove mesi del 2016 l’aumento si attesta al 20,4% su base annua.

Il buon andamento delle transazioni residenziali, nel corso dei primi nove mesi dello scorso anno, ha determinato una lieve correzione al rialzo della previsione per l’anno 2016, formulata nell’Osservatorio di dicembre 2015 (circa 500mila transazioni).

La nuova stima per il 2016 è di circa 520mila, cui corrisponde un tasso di crescita del 17% rispetto all’anno precedente.

Tale dinamica positiva dovrebbe proseguire anche nel 2017, portando il numero di compravendite a circa 550mila.”

Ovviamente stiamo parlando di dati previsionali, ma basati su elementi oggettivi che portano ad una necessaria iniezione di ottimismo negli operatori del settore ed a tutti quelli che si apprestano a comprare, vendere o ristrutturare la casa.

fonte: ANCE.IT (clicca qui per leggere i rapporti completi)

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Isat: Prezzi delle abitazioni (dati provvisori)

Istat“Nel terzo trimestre 2016, sulla base delle stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, aumenta dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era -0,8% nel trimestre precedente).
La flessione tendenziale è dovuta principalmente ai prezzi delle abitazioni nuove, la cui diminuzione su base annua si accentua (-2,1%, da -1,1% del trimestre precedente), mentre si ridimensiona lievemente il calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,6%, da -0,7% del periodo precedente).
Il calo tendenziale dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente ad una crescita sostenuta del numero di immobili residenziali compravenduti (+17,4% rispetto al terzo trimestre del 2015 secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate).
Su base congiunturale il lievissimo aumento dell’IPAB è dovuto alla stabilità dei prezzi delle abitazioni nuove e al contestuale incremento dello 0,1% di quelli delle abitazioni esistenti.
In media, nei primi tre trimestri del 2016 i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sintesi di un calo dei prezzi dell’1,2% per le abitazioni nuove e dello 0,9% per quelle esistenti.
Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2016 (la variazione media annua se nel quarto trimestre dell’anno i prezzi non variassero) rimane quindi negativo e pari -0,7% (era -1,2% nel trimestre precedente).
Rispetto alla media del 2010, nel terzo trimestre 2016 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,5% (-2,6% le abitazioni nuove, -19,4% le esistenti).”

fonte: ISTAT

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Casa. Firmata Convenzione Nazionale sui contratti di locazione

Ministero Infrastrutture e trasportiCon le firme del vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Riccardo Nencini e dei rappresentanti delle maggiori organizzazioni nazionali della proprietà edilizia e dei conduttori, si è raggiunto stamane a Roma, presso il Mit, l’accordo per la nuova ‘Convenzione Nazionale’.
Con la firma di oggi si concludono i lavori del tavolo tecnico promosso dal vice Ministro. Il tavolo era stato costituito al fine di aggiornare la Convenzione (di cui all’art. 4, comma 1 della legge 431/1998che individua i criteri generali per la definizione dei canoni, anche in relazione alla durata dei contratti, alla rendita catastale e ad altri criteri oggettivi, nonché delle modalità per garantire particolari esigenze delle parti). La necessità è stata quella di individuare criteri base per la determinazione dei canoni dei contratti di locazione nella contrattazione territoriale. Inoltre, per definire i canoni effettivi, vengono individuati, quali elementi centrali, la tipologia dell’alloggio, lo stato manutentivo, le pertinenze e la presenza di spazi comuni. Particolare rilievo è stato dato alla locazione per studenti e alla locazione temporanea, che si configurano come elementi caratteristici di una società in trasformazione.
A margine dell’incontro il vice Ministro  Nencini ha dichiarato: “Con l’accordo di oggi abbiamo fatto un buon lavoro per il bene dell’Italia. Sono trascorsi 13 anni dall’ultima versione della ‘Convenzione Nazionale’ ed occorreva dare risposte alle fasce sociali più in difficoltà. Non è stato semplice”. “La prima complicazione – ha proseguito Nencini – riguarda il fatto che la convenzione è stata rinnovata decisamente fuori tempo massimo, l’ultima reca la firma del Ministero nei primissimi anni Duemila”. Riferendosi alla disciplina, ha proseguito: “L’aggiornamento del testo era necessario in un momento in cui la società civile è profondamente cambiata. Sono estremamente rilevanti le criticità emerse nel settore dell’abitare e in quello della locazione temporanea e per studenti”. “Il crescente limite ad accedere alla proprietà edilizia, le difficoltà che anche le classi sociali intermedie stanno incontrando a sostenere canoni di libero mercato e l’insufficiente disponibilità di Edilizia Residenziale Pubblica restituisce, ad una aggiornata disciplina delle locazioni, un ruolo di ‘volano’ ma anche di rinnovata e sensibile attenzione dell’Organo Pubblico competente in materia” – ha concluso il vice Ministro.

Fonte: Ministero delle Infrastrurre e dei Trasporti

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Quanti anni di stipendio servono per acquistare una casa?

casa

Quanti anni di stipendio servono per acquistare una casa?

E’ una domanda che può sembrare strana, ma è molto indicativa sull’andamento del mercato immobiliare; ovviamente tutto è basato su dati prettamente statistici in merito allo stipendio medio ed ad una casa tipo posta nelle principali città italiane.
Questo dati sono tuttavia molto importanti per trovare i “momento buoni” per l’acquisto di un immobile, soprattutto se si parla di prima casa.
L’analisi, condotta a livello nazionale dal Franchising immobiliare Tecnocasa, mostra che per acquistare una casa (il prospetto si basa su di un appartamento di mq. 65), servono in media 5,8 anni di stipendio (ovviamente se esso fosse interamente utilizzato per l’acquisto dell’immobile).
Il dato è in diminuzione rispetto al 2013 (quando servivano 6 annualità) e molto inferiore agli anni del picco immobiliare (dal 2000 al 2006) quando erano necessari ben 8,6 anni di stipendio.
I dati variano moltissimo da città a città per cui vediamo che a Roma e Milano servono rispettivamente 10 e 9,1 annualità di stipendio, a Firenze ne servono 8,6 ed a Bologna 5,8, in quest’ultima città si vede uno dei cali maggiori, infatti nel 2006 ne servivano addirittura 11,1! Per continuare a “girare” l’Italia i dati di Palermo e Genova sono di 3,9 e 4,4 rispettivamente.
Il dato è abbastanza incoraggiante e ci fa capire quanto la “bolla immobiliare” avesse fatto crescere i prezzi (e di conseguenza le fatiche per l’acquisto della casa) evidenziando ancora di più l’attuale buon momento di congettura economica per muoversi ora verso l’acquisto. A ciò si unisco i dati riguardo ai mutui con interessi che per possono variare dal 1,65% al 2,12% ed un TAEG (interessi sul mutuo più commissioni e spese varie) tra l’1,88% ed il 2,30%, valori estremamente bassi e molto diversi da quelli pre-crisi.

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Mercato immobiliare in ripresa

Mercato immobiliare in ripresaAncora segnali positivi dal mercato immobiliare è la fonte è la più autorevole l’Agenzia delle Entrate, la nota trimestrale dell’OMI (l’Osservatorio del Mercato Immobiliare che analizza l’andamento del mercato in Italia) disegna uno scenario molto positivo con un +21,8% registrato nel secondo trimestre dell’anno (rispetto allo stesso periodo del 2015), migliorando il già consistente +17,3% del I trimestre. Le compravendite sono in forte crescita nelle principali città con la capofila Bologna che fa registrare un +33,5%, Milano  con un +29,7% e Napoli  con un’ottimo +25,3%.
Il settore trainante è ovviamente quello residenziale che registra un importante aumento delle compravendite (+22,9%) che sta riportando il mercato ai livelli di compravendita antecedenti al 2012. Analizzando la “geografia” della ripresa osserviamo che è più accentuata a nord (+24,9%), che rappresenta oltre la metà del mercato complessivo, seguita dal sud (+20,8%) ed a ruota dal centro (+20,7%).
fonte: agenziaentrate.gov.it

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Crescono le domande di mutuo

mutuoGli italiano sembrano riscoprire la casa ed a conferma di ciò ad agosto si legge un notevole incremento nelle richieste di mutuo. Un interessante articolo del Sole 24 Ore snocciola un po’ di numeri sul fenomeno.

Naturalmente bisogna vedere se la tendenza continua, ma a parere dello scrivente sarà così in quanto il mondo immobiliare sembra gradualmente svegliarsi dal torpore degli ultimi anni:

“Ad agosto il numero delle domande di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane ha fatto registrare un incremento del +11,5% rispetto al 2015.

In particolare, «nel mese di agosto si registra – secondo i dati diffusi da Crif – un ritorno in area positiva dopo due mesi (giugno e luglio) caratterizzati da una variazione negativa ma, soprattutto, si tratta del record, in valore assoluto, relativo al singolo mese di agosto da quando ha avuto inizio la rilevazione del Barometro». Rispetto ai primi otto mesi dell’anno «si registra un incremento pari a +12,2% rispetto allo stesso periodo del 2015, anche grazie al sostegno dei mutui di sostituzione. Rimane un piccolo gap da colmare solamente rispetto al 2010».

Tuttavia è da evidenziare anche «una contrazione dell’importo medio, che si è attestato a 121.918 euro, il valore più contenuto osservato nell’anno in corso».

Analizzando il numero di richieste nell’aggregato dei come evidenziato nella tabella seguente.

Relativamente alla distribuzione delle richieste di mutuo per classe di importo, anche ad agosto la classe in cui si sono maggiormente concentrate le richieste è stata quella compresa tra 100 e 150.000 Euro, con una quota pari al 29,4% sul totale, seguita da quella al di sotto dei 75.000 Euro, con il 27,7%.

Sono ancora i mutui con durate lunghe quelli più frequentemente richiesti dagli italiani: è infatti la classe compresa tra 16 e 20 anni a risultare la preferita dagli italiani, con il 23,8% del totale. Nel complesso va evidenziato come i due terzi delle richieste prevedano una durata superiore ai 15 anni, a conferma della propensione delle famiglie italiane verso piani di rimborso che consentono di ridurre il peso della rata mensile sul reddito disponibile e sui risparmi.”

Fonte: ilsole24ore.com

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Nomisma: due milioni di famiglie interessate a comprare casa, ma 1 su 4 fatica a pagare il mutuo

“A fronte di miglioramenti, seppur modesti, nella condizione economica delle famiglie italiane, sono ancora molte quelle che fanno fatica a onorare la rata del mutuo o che vorrebbero accedere al mercato della casa ma non possono permetterselo o comunuqe hanno timore di poter far fronte a un impegno così gravoso.
L’indagine sulle famiglie di Nomisma «conferma i modesti miglioramenti delle condizioni economiche delle famiglie osservati da Istat, ma nella prima parte del 2016 sembra essere aumentata la consapevolezza delle fragilità del sistema Paese e della transitorietà di alcuni innegabili segnali positivi registrati nell’ultimo anno (dalla caduta dei prezzi delle materie prime a quello degli sgravi contributivi sulle nuove assunzioni)». Più persone all’interno dei nuclei percepiscono un reddito, tuttavia l’istituto nota un sostanziale “congelamento” delle intenzioni di acquisto della casa – in particolare come bene di investimento – e con un incremento della percentuale di famiglie che non riescono a pagare il mutuo o risparmiare.
Gli acquisti immobiliari
Pur in presenza di un aumento delle compravendite nel 2015 (+6,5% rispetto al 2014) e nel primo trimestre 2016 (+20,6% rispetto al primo trimestre 2015), l’indagine restituisce un parziale “raffreddamento” delle intenzioni d’acquisto di abitazioni dichiarate all’inizio del 2016, dopo l’entusiasmo espresso nel 2015 (le famiglie interessate sono passate dal 12,2% all’8,8%). La flessione più rilevante si riscontra in corrispondenza dei nuclei che esprimono «un’intenzione di acquisto nei prossimi mesi», passati dall’8,8% al 5,5%. Una riduzione di domanda potenziale, da 2,5 a 2 milioni di famiglie, dovuta, secondo Nomisma, alla mancanza di condizioni finanziarie prospettiche adeguate.
Nel 2015 gli acquisti di abitazioni hanno riguardato 1,8% del totale delle famiglie (464 mila). Il dato è in linea con i due anni precedenti, «seppur in virtù di un aumento di seconde case per uso del nucleo familiare plausibilmente per far fronte ai bisogni delle nuove generazioni. Il dato relativo alla domanda potenziale di seconde case per uso familiare è nell’ordine del 48,6% rispetto al 35,4% del 2015».
«Non è un caso – nota Nomisma – che nel 2016 la domanda residenziale sia massicciamente rappresentata da una componente di acquisto di seconda casa per uso familiare. È quindi evidente che questo stia avvenendo grazie al supporto che le famiglie di origine garantiscono ai figli, superando così il gap che rende difficile per la gran parte dei giovani nuclei affrontare l’investimento per l’acquisto di una abitazione».
I mutui
Rimane comunque una forte “dipendenza” dai mutui. Con una domanda che, nonostante i miglioramenti delle condizioni praticate e le maggior aperture delle banche, «resta solo parzialmente soddisfatta».
A conferma delle persistenti difficoltà emerge un dato significativo: in un anno si è passati dal 14,4% al 22,8% di famiglie che dichiarano difficoltà a far fronte al mutuo. Quasi una famiglia su quattro, quindi, che potrebbe portare un potenziale aumento di stock di sofferenze bancarie (npl), dopo che per anni la capacità di tenuta su questo fronte era stata nettamente superiore a quella delle imprese.
Il 73% delle domande di mutuo non accolte riguarda la mancanza di garanzie sufficienti. Le domande respinte riguardano anche i rifiuti che le banche compiono a livello informale ancor prima di aprire un’istruttoria. La domanda non accolta riguarda in particolare i genitori singoli con figli (7,6% della categoria) e nuclei numerosi (6,1% della categoria) con disponibilità economiche esigue.
Le ristrutturazioni
La fatica delle famiglie a sostenere spese di importo considerevole si riflette anche sulle intenzioni di ristrutturazione per il prossimo anno: Nomisma evidenzia come solo una famiglia su quattro intende procedere con investimenti di ristrutturazione e di queste il 40% dichiara che ricorrerà a un prestito bancario per sostenere l’investimento. Per l’istituto bolognese questa situazione dovrebbe indurre il mondo dell’industria e della finanza a offrire prodotti e liquidità per alimentare un mercato non pienamente concretizzato.”

Fonte: ilsole24ore.com

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