Novità sulla locazione a canone concordato

Canone concordatoIl contratto di locazione a canone concordato comporta diversi vantaggi fiscali per proprietari ed inquilini, i primi infatti potranno avere uno sconto sulla percentuale della cedolare secca (il 10% anziché il 21%) e sull’IMU (sconto previsto da quasi tutti i Comuni italiani), mentre i secondi avranno un canone calmierato ed una maggiore detrazione fiscale.
Attenzione però perché il decreto interministeriale del 16 gennaio 2017, che ha rinnovato le modalità per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato, ha infatti stabilito che inquilini e proprietari possano farli validare da almeno una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale, ottenendo una attestazione di rispondenza per confermare la correttezza del calcolo del canone concordato, e del rispetto dei criteri e parametri previsti dall’accordo.
Questa “facoltà” riservava però alcuni dubbi sulle validità dei contratti per cui la Direzione Generale per la Condizione Abitativa – Divisione 4 – del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la nota n. 0001380 del 6 febbraio 2018 ha espresso quanto segue:
“Per quanto concerne i profili fiscali va considerato che l’obbligatorietà dell’attestazione fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla pubblica amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali”.
Se ne desume quindi che sarà necessario ottenere un’attestazione, per la corretta applicazione dell’Accordo Territoriale per i contratti a canone concordato, dalle Associazioni firmatarie (sindacati di proprietari ed inquilini).
L’attestazione ovviamente sarà obbligatoria qualora per la stesura del contratto non ci si sia avvalsi della assistenza diretta di almeno una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo territoriale.
Ne consegue che, in caso di accertamento da parte dell’Agenzia, sarà necessario esibire l’attestazione, affinché il contratto possa avere tutti i benefici fiscali previsti dalla legge.
Sulla stessa linea, probabilmente, si muoveranno anche i Comuni in relazione ai bonus sull’Imu.
L’obbligo di attestazione vale solo nei Comuni ove sia stipulato un nuovo Accordo Territoriale ai sensi del D.M. 16/01/2017. In caso di Accordi precedenti, invece, tale obbligo non opera, salvo che nel caso (rarissimo) che sia l’Accordo stesso a prevederlo.

Si ringrazia l’Associazione Proprietà Edilizia Torino per aver messo a disposizione la nota del ministero.

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