Legge di bilancio: bonus, agevolazioni e detrazioni per la casa

Camera dei DeputatiNella seduta del 23 dicembre 2017, con l’approvazione al Senato in terza lettura della Legge di Bilancio 2018, hanno preso corpo, definitivamente, i bonus edilizi per il 2018 che, qui di seguito riassumiamo.

Bonus mobili ed elettrodomestici (Comma 3) – Con la modifica del comma 2 all’articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, viene prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ ovvero A per i forni (la detrazione spetta solo in riferimento agli interventi di ristrutturazione iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2017)

Bonus verde (Commi 12- 15) – È confermata anche per il 2018 la detrazione del 36% per le spese sostenute (nel limite massimo di 5mila euro) per gli interventi di “sistemazione a verde”

Cedolare secca ridotta per alloggi a canone concordato (Comma 16) – Prorogata per altri due anni (2018 e 2019) la cedolare secca con aliquota al 10% per i contratti a canone concordato

Detrazione canoni di locazione studenti universitari fuori sede (Commi 23- 24) – All’articolo 15, comma 1 al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, con la modifica della lettera i-sexies) e con l’inserimento della lettera i-sexies.01), per il 2017 e il 2018 il requisito della distanza si intende rispettato anche all’interno della stessa provincia ed è ridotto a 50 km per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.

Detrazione risparmio energetico (Comma 3) – Con la modifica del comma 1 all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 è prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65%

Detrazione risparmio energetico (Comma 3) – Con l’inserimento alla fine dei commi 1 e 2 dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, di alcuni periodi, la detrazione è ridotta al 50% per le spese relative all’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (la detrazione non spetta se si installano caldaie con efficienza inferiore alla classe A) mentre resta al 65% per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, o per le spese sostenute per l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione –

Detrazione risparmio energetico biomasse combustibili (Comma 3) – Con la sostituzione del comma 2-bis dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, la detrazione del 50% per le spese sostenute nel 2018 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.

Detrazione risparmio energetico microgeneratori (Comma 3) – Con l’inserimento della lettera b-bis al comma 2 dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, viene attivato un nuovo tipo di spesa agevolabile con detrazione al 65% relativo all’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro.

Detrazione rischio sismico e risparmio energetico parti condominiali (Comma 3) – Con l’inserimento del comma 4-quater.1 all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, per le spese relative agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, spetta una detrazione maggiorata dell’80%, se gli interventi determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, o dell’85% se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori

Detrazione risparmio energetico IACP (Comma 3) – Con la sostituzione del comma 2-septies all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, gli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) possono beneficiare di tutte le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica.

Cessione della detrazione (Comma 3) – Con la modifica del comma 2-ter all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, viene estesa la possibilità di cessione del credito corrispondente alla detrazione anche alle ipotesi di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari.

Fondo garanzie (Comma 3) – Con l’inserimento del comma 3-quater all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, nell’ambito del Fondo nazionale per l’efficienza energetica è istituita una sezione dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento di interventi di riqualificazione energetica, con una dotazione di 50 milioni di euro.

Iva su interventi di recupero del patrimonio edilizio (Comma 19) – È inserita una norma di interpretazione autentica con cui è precisato che ai fini dell’aliquota Iva del 10%, la determinazione del valore dei “beni significativi” deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale.

Regime fiscale dei premi per polizze assicurative sulle calamità naturali (Commi 768-770) – Dal 1° gennaio 2018, detrazione del 19% ed esenzione dall’imposta sulle assicurazioni.

fonte: lavoripubblici.it

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E con le feste di Natale arriva… l’IMU!

Il sole 24 oreArriva puntuale come il Natale il saldo della tassa IMU ed ecco che il sempre ottimo Sole 24 Ore mette a disposizione di tutti un comodo calcolatore per fare verificare quanto pagare.

L’odiatissima tassa resta però così si calcola facilmente!

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Affitti – prezzi in salita nel 2017

affittoIl trend dei prezzi degli affiti in Italia nel 2017 è in netta ripresa (anche se con profonde differenze tra città e città), ma con la quasi totalità del segno più.
Sio conferma ancora la CEDOLARE SECCA (recentemente è stato prorogato anche lo sconto al 10% per quella a canone concordato) che viene scelta dal 90% dei proprietari ed è molto gradita anche dagli inquilini.
L’Ufficio studi di Solo Affitti pubblica il report sulle locazioni per l’anno 2017, facendo il punto sui valori dei canoni di affitto:

“+2,6% è la variazione in aumento rispetto ai valori medi dei canoni di affitto richiesti dai proprietari italiani. Una variazione che passa dallo 0,8% di Milano (con l’aumento che arriva al + 8% nel caso di immobili arredati), al + 7,7% di Bologna e + 8,3% di Bari, fino al 12% di Cagliari. Una media che contempla anche dei cali, quelli più significati a Roma con un -4,1% e di Firenze -1,1%.
[…]
Negli ultimi 9 anni il costo mensile delle abitazioni ha raggiunto il suo minimo nel 2014 (507 euro) e i livelli attuali di 528 euro sono ben lontani dai valori del 2009 di 587 euro.
Dando un’occhiata ai valori della cartina in Italia si nota un allargamento del divario dei canoni medi tra Roma (789 euro) e Milano (938 euro); tra i capoluoghi con i canoni più elevati ci sono anche Firenze (652 euro), Venezia (631 euro), Trento (591 euro), Bologna (589 euro) e Napoli (572 euro). I prezzi più bassi, invece, sono a Catanzaro (327 euro), seguita da Perugia (356 euro), Potenza (367 euro), Campobasso (391 euro) e Palermo (393 euro).”

fonte: blogaffitto.it

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Rendimenti immobiliari in risalita

grafico andamento rendimenti“L’analisi dei rendimenti delle abitazioni nelle principali città italiane ci dice che il rendimento annuo lordo nelle grandi città si è attestato intorno al 4,9%, in lieve crescita.”

Questo è quanto riporta il comunicato stampa dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa che ha  messo a confronto, nelle grandi città italiane, i prezzi degli immobili con i canoni di locazione.
Il grafico tienne conto dei prezzi degli immobili compravenduti (tipologia “medio usato” cioè immobili con non più di 10 anni e con caratteristiche e finiture di medio livello) e dei canoni di locazione di abitazioni delle tipologia “bilocale”.

fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

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Tutti i bonus casa: quelli che cambiano e quelli che restano

Il sole 24 oreIl sempre ottimo Sole 24 Ore pubblica, nella sua edizione online, l’elenco di tutti i bonus per la casa così come previsti nella nuova legge di bilancio. Per completezza di informazione riporto qui di seguito l’articolo completo:

Tutti i bonus casa: quelli che cambiano e quelli che restano
Un anno di vita in più per lo sconto fiscale al 50% per le ristrutturazioni e per l’ecobonus al 65%. Conferme fino al 2021 per l’ecobonus condomini al 70-75% e per il sismabonus al 75-85%. Ed esordio del nuovo bonus verde al 36%. Ecco quello che cambia e quello che resta dei bonus casa con la nuova legge di Bilancio.

1/8 Infissi e caldaie dicono addio all’ecobonus
L’ecobonus al 65% per le spese di efficientamento energetico in casa è confermato per tutto il 2018. Cambia però il perimetro degli interventi incentivati. La posa in opera di infissi, di schermature solari e le caldaie a condensazione e a biomasse passano dal 65% al 50%. Resta invariato a quota 65% il bonus per pannelli solari per l’acqua calda, pompe di calore e altri interventi sull’involucro edilizio.

2/8 Un anno in più anche per le ristrutturazioni
La legge di Bilancio allunga anche la vita del bonus del 50% per le ristrutturazioni. Sarà possibile utilizzarlo per le spese sostenute fino al 31 dicembre del 2018, entro un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96mila euro, esattamente come avviene per lo sconto attualmente in vigore.

3/8 Arriva il bonus verde per giardini e terrazzi
Dal primo gennaio del 2018 sarà detraibile una cifra pari al 36% delle spese documentate relative al verde, fino a un massimo di 5mila euro per ogni unità immobiliare. Il nuovo sconto sarà dedicato alla sistemazione a verde “di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni”. Quindi, soprattutto terrazzi, balconi, giardini condominiali. Ma anche giardini pensili e coperture, messa a dimora di piante e arbusti. La detrazione spetterà non solo per le singole unità ma anche per le spese condominiali.

4/8 Nessun cambiamento per sismabonus e bonus condomini
Molti bonus casa non cambieranno. Resta intatto il pacchetto dedicato agli ecobonus condominiali, messo in piedi dalla legge di Bilancio 2017: gli sconti pesanti del 70 e 75% non subiscono alcun impatto e vengono confermati fino al 31 dicembre del 2021. Arriverà fino al 2021 con l’assetto attuale anche il sismabonus, con percentuali variabili tra il 75% e l’85%.

5/8 Sismabonus per gli ex Iacp
Bonus a maglie larghe per gli ex Iacp. Gli istituti autonomi case popolari potranno usufruire dell’ecobonus per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili di loro proprietà, come era già in passato, ma anche su immobili gestiti per conto dei Comuni. Soprattutto, però, gli ex Iacp potranno accedere al sismabonus: si tratta dello sconto fiscale dedicato alla messa in sicurezza antisismica, fino a una percentuale massima dell’85%.

6/8 Fondo di garanzia: prestiti più facili per le famiglie
Per rendere più utilizzabile il bonus, nasce il fondo nazionale per la concessione di garanzie sui prestiti finalizzati alle operazioni di riqualificazione energetica. La sua dotazione sarà di 50 milioni all’anno tra il 2018 e il 2020, ripartiti tra ministero dell’Ambiente e Mise. In totale, quindi, alla fine del periodo la capienza totale sarà di 150 milioni di euro. In questo modo le famiglie a basso reddito potranno accedere più facilmente ai prestiti bancari: con questi 50 milioni annui sarà possibile stimolare, in base alle stime del Governo, circa 600 milioni di investimenti.

7/8 Cessione dei crediti anche per i singoli appartamenti
Si allarga il perimetro della cessione dei crediti. Finora la possibilità di trasferire le detrazioni era limitata al solo caso degli interventi sulle parti condominiali, sia nella versione relativa agli incapienti (con cessione possibile anche alle banche) che nella versione dedicata agli altri contribuenti (con cessione alle banche vietata). La manovra prevede la possibilità di trasferire lo sconto anche per le operazioni effettuate sulla singola unità immobiliare, al di fuori degli interventi condominiali. Chi incamera il bonus potrà, poi, anche trasferirlo nuovamente. In questo modo lo sconto diventa molto più liquido.

8/8 Requisiti tecnici e massimali, il Mise aggiorna gli standard
Per completare il tagliando dello sconto fiscale, vengono anche aggiornati i requisiti tecnici minimi che gli interventi di efficientamento devono rispettare per rientrare nel perimetro dell’ecobonus. Dovrà occuparsene un decreto del ministero dello Sviluppo economico. Nel testo andranno anche rivisti i massimali di costo specifici per ogni tipologia di intervento, oltre alle procedure di esecuzione dei controlli a campione eseguiti dall’Enea.

fonte ilsole24ore.com – clicca qui per leggere l’articolo

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Chiarimenti sulle “locazioni brevi”

Locazioni brevi
L’agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare esplicativa sulle tanto discusse “locazioni brevi” cioè tutte quelle locazioni ad uso abitativo (di solito turistiche) di durata inferiore a 30 giorni.

Con la circolare n. 24/E/2017 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito tutti gli aspetti delle nuova disciplina, vediamoli nel dettaglio:

Cedolare secca al 21%: su questo tipo di contratto è possibile applicare (su richiesta del locatore) il regime fiscale della cedolare secca con l’aliquota del 21%.

Solo privati: sono interessati solo ed esclusivamente i contratti stipulati tra persone fisiche che agiscono al di fuori dell’attività di impresa.
Inoltre “Il contratto di locazione breve può avere ad oggetto, unitamente alla messa a disposizione dell’immobile abitativo, la fornitura di  biancheria e la pulizia  dei locali,  servizi  espressamente  indicati  dall’articolo  4;  tali  servizi  sono  ritenuti strettamente  funzionali  alle  esigenze  abitative  di breve  periodo  e,  pertanto,  non idonei  ad  escludere  i  contratti  che  li  contemplano dalla  applicazione  della cedolare secca”, cioè risultano compresi i costi di fornitura del collegamento wi-fi, dell’aria condizionata, della biancheria e della pulizia dei locali. Restano sempre esclusi i servivi non connessi alle finalità abitative come colazione, pasti, servizi navetta da e per stazioni o aeroporti, auto a noleggio, guide turistiche, etc.

Immobili: sono comprese tutte le unità immobiliari situate in Italia e appartenenti alle categorie catastali da A1 ad A11 (esclusa la A10 – uffici o studi privati) e le relative pertinenze (box, posti auto, cantine, soffitte, ecc), oppure singole stanze dell’abitazione.

Intermediari: tutti i soggetti che svolgano il ruolo di intermediari per la stipula di contratti di locazione breve saranno obbligati ad applicare la ritenuta del 21% sull’intero importo indicato nel contratto di locazione breve, a titolo di ritenuta da versare all’erario e devono comunicare i dati relativi ai soggetti interessati dal contratto di locazione.

Scadenze e sanzioni: tutte le nuove norme si applicano ai contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017, dunque le ritenute applicate ai canoni e ai corrispettivi derivanti da tali locazioni dovranno essere versate dagli intermediari entro il 16 luglio 2017.
Le eventuali sanzioni verranno applicate ad omesse o incomplete ritenute ai contratti di locazione stipulati a partire dal 12 settembre 2017 e da versare entro il 16 ottobre 2017.

Fonte: Agenzia delle Entrate – clicca qui per scaricare la circolare

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Istat: rapporto sul prezzo delle abitazioni

IstatNel secondo trimestre 2017, secondo le stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) aumenta dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,1% nei confronti dello stesso periodo del 2016 (era -0,2% nel trimestre precedente).
La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è dovuta esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti la cui variazione torna ad essere negativa (-0,3%, dopo essere risultata nulla nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, registrano una variazione positiva pari a +0,1%.
Questa dinamica conferma la persistenza di una fase di sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, successiva al notevole calo registrato tra il 2012 e il 2016. Ciò avviene in presenza di una crescita del numero degli immobili residenziali compravenduti (+3,8% rispetto al secondo trimestre del 2016, in base ai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), ininterrotta dal secondo trimestre 2015 ma che si riduce di ampiezza per il quarto trimestre consecutivo dopo il picco di +23,2% del primo trimestre 2016.
Su base congiunturale il rialzo dell’IPAB è dovuto all’aumento dei prezzi sia delle abitazioni nuove (+0,3%) sia delle abitazioni esistenti (+0,2%).[…]

Questo l’incipit del rapporto del centro diffusione dati dell’ISTAT pubblicato lo scorso 4 ottobre. Il rapporto evidenzia sostanzialmente la tenuta dei prezzi delle abitazioni ed il trend positivo del mercato che, seppur lentamente, continua a crescere in numero di compravendite e nel prezzo degli immobili.

fonte: ISTAT (clicca qui per leggere il rapporto completo)

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3 buoni motivi per cui è meglio comprare una casa da ristrutturare

casa da ristrutturareUn interessante articolo pubblicato su Houzz (sito specializzato su arredamento, ristrutturazione e design) evidenzia 3 buoni motivi per cui vale la pena comprare una casa da ristrutturare piuttosto che un immobile di nuova costuzione oppure già pronto.
[…]
1. Ristrutturare per creare ambienti dal fascino unico
Le vecchie case, costruite con tecniche e gusti di un’altra epoca, suscitano interesse perché ricoperte da una patina del tempo che non si può riprodurre in una nuova abitazione. Ristrutturare è una scelta ideale per i creativi che desiderano un’abitazione che rifletta il proprio gusto e che sia unica e inconfondibile.
2. Ristrutturare per godere di volumi e spazi più ampi
Le abitazioni costruite sino agli anni’60 del secolo scorso sono caratterizzate, rispetto a quelle più recenti, da stanze e finestre più ampie, soffitti più alti e dotate di spazi aggiuntivi come ingressi ripostigli e studi mentre le nuove costruzioni sono solitamente calibrate dalle dimensioni minime di legge. Per chi sta riscoprendo il piacere di vivere la casa, i grandi spazi di un’abitazione vecchia da ristrutturare sono l’ideale.
3. Ristrutturare per beneficiare delle agevolazioni fiscali
Le agevolazioni fiscali attive hanno lo scopo di invogliare le persone a recuperare l’esistente diminuendo il consumo di risorse non rinnovabili come il suolo, l’ambiente e l’energia. In quest’ottica il riuso e l’efficientamento delle vecchie abitazioni è la chiave della sostenibilità edilizia italiana per cui chi ristruttura nel 2017 può scegliere tra bonus ristrutturazioni al 50%, ecobonus al 65%, sismabonus dal 50% al 80%, I.V.A. agevolata, bonus arredi e conto termico 2.0.

[…]

E allora cosa aspetti a cercare una casa da rimettere a posto?

clicca qui per leggere l’articolo completo

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Mercato immobiliare ancora positivo nel 2° trimestre 2017

Agenzia Entrate“Nuovo segno più per il mercato immobiliare italiano. I dati del secondo trimestre di quest’anno mostrano, infatti, un aumento delle transazioni delle abitazioni pari al 3,8%, […]. +6,2% per il settore terziario-commerciale,  che  comprende  uffici  e  negozi,  mentre  il  settore  produttivo  mostra  una crescita del 4,9%. I tassi di crescita del mercato immobiliare hanno tuttavia registrato un rallentamento rispetto al primo trimestre dell’anno.”
È questa la sintesi di mquanto espresso nel rapporto dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.
Segnali positivi quindi dal mercato, anche se i numeri sono ancora lontani dai valori dello scorso decennio, che confermano il trend positivo degli ultimi anni.

clicca qui per leggere il comunicato stampa

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Mutui: in Italia costano più che in Germania, ma…

MutuoI mutui in Italia costano meno e i tassi applicati dalle banche che operano nel nostro Paese sono, ad oggi, fra i più convenienti, con oscillazioni comprese fra lo 1,03% ed il 2,08% a seconda dell’istituto e del tipo di tasso scelto. Facile.it e Mutui.it hanno voluto analizzare come lo stesso finanziamento per l’acquisto casa venga indicizzato in 14 nazioni diverse e, almeno per questa volta, le notizie per i mutuatari italiani sono più che positive.

Il confronto europeo
Per tutte le nazioni la simulazione è stata compiuta considerando un immobile di valore pari a 180.000 euro, una richiesta di mutuo di 120.000 euro ed un piano di restituzione ventennale. In Italia questo finanziamento oggi è indicizzato con TAEG compresi fra 1,03% ed 1,10% se a tasso variabile e fra 2,01% e 2,08% se a tasso fisso. Nel vecchio continente va meglio solo ai tedeschi e ai francesi (che per il tasso fisso si vedono applicare, rispettivamente TAEG all’1,70% e 1,87%) e, soprattutto, agli svizzeri; al di là delle Alpi chi decide di comprare casa col mutuo dovrà considerare un tasso dell’1,65% se sceglierà il tasso fisso e appena dello 0,65% se opterà per il variabile.

Se in Spagna i tassi non sono troppo lontani da quelli italiani (fra 1,85% e 2,10% se fisso; fra 0,80% ed 1,20% se a tasso variabile), va decisamente peggio a chi la casa vuole comprarla nel Regno Unito o in Grecia. In UK le banche applicano al momento indici pari al 4,20% se a tasso fisso e al 3,30% se a tasso variabile; se si guarda ad Atene, invece, i tassi applicati per i mutui salgono ancora, arrivando al 3,62% nel caso del variabile e al 5,50% per un fisso.

“I tassi nell’area Euro restano abbastanza allineati tra di loro visto che tutti i paesi utilizzano gli stessi indici di riferimento (Irs e Euribor). Le variazioni del costo del denaro che notiamo sui mutui sono quindi riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione e al cosiddetto “rischio paese”, un concetto simile a quello di spread usato per i titoli di stato», spiega Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it “Un discorso diverso vale invece per il Regno Unito, dove i mutui, non essendo denominati in Euro, hanno dinamiche slegate da quelle del resto di Europa”.

I mutui al di fuori dell’Europa
L’analisi di Mutui.it e Facile.it non si è fermata alla sola Europa e ha verificato quali siano le condizioni applicate ai finanziamenti anche in molte altre parti del mondo. Se a Singapore la situazione è tutto sommato positiva con tassi dell’1,45% per il mutuo fisso e dell’1,28% per il variabile, in quasi tutte le altre nazioni considerate le percentuali applicate sono alle soglie del proibitivo.
Negli Stati Uniti chi compra con un mutuo a tasso fisso ottiene TAEG quasi doppio rispetto a quello italiano, con valori compresi fra 3,38% e 3,96%. In Australia la situazione non è troppo dissimile e le banche concedono finanziamenti con TAEG al 4,25% per il tasso fisso e fra 3,66% e 3,74% per quello variabile.

Spostandoci in Cina si vede come anche questa volta i tassi applicati siano doppi per mutui indicizzati con tasso variabile (2% la media rilevata da Facile.it e Mutui.it) e più che doppi per quelli con tasso fisso (4,90%). Se fino a qui i tassi vi sembravano alti, chissà quale sarà la vostra reazione nel sapere che in alcune aree del mondo si arriva addirittura alla doppia cifra; in Russia chi sottoscrive un mutuo a tasso fisso ha un indice del 12,50%, comunque ancora poco se si considera che in Uganda il variabile arriva al 20% e in Nigeria il fisso addirittura al 23%. “Tassi di interesse così elevati denotano un’economia in forte evoluzione con inflazione, e crescita potenziale, tipica dei paesi in via di sviluppo e delle economie non ancora mature”, conclude Cresto.

Fonte: gooruf.com

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